Once Upon a Time

C’era una volta un messaggio su #instagram.

Ero sdraiata sul mio letto francese quando notai una notifica: “cosa strana”, non avevo mai ricevuto un messaggio su instagram. Un negozio di Giarre  mi offriva la possibilità di partecipare a un concorso chiamato “SICILIESCION”, informando degli ultimi giorni di casting disponibili. In realtà, all’inizio baypassai il messaggio. Avevo paura che fosse il solito concorso di bellezza per il quale non ero tagliata. Però qualcosa aveva catturato la mia attenzione e ne avevo già sentito parlare e l’anno scorso avevo seguito alcune ragazze che avevano partecipato all’edizione del 2016. Così iniziai a investigare… inutile dire che mi sentivo un pò lo Sherlock Holmes della situazione. Spulciai i profili delle ragazze, ne parlai con le mie amiche. Ma rimanevo sempre molto scettica, per un semplice fatto: era un mondo a me totalmente sconosciuto. Non avevo mai partecipato a sfilate o ad altri concorsi. Mi sentivo un pò come i fratelli Pevensie quando arrivarono a Narnia: spaesata.

Poi però mi decisi: alla fine non avevo nulla da perdere. Un giorno di fine Aprile mi presentai ai casting.

 

CASTING:  

∼ Così tutto iniziò. Con la musica alta, il freddo di una primavera non ancora troppo inoltrata, le mie gambe tremolanti sopra i tacchi. Quando chiamarono il mio nome non sapevo ancora che quello era l’attimo in cui tutto avrebbe avuto inizio.

Ero agitata, ma cercai di non farlo a vedere. Dopo una rapida presentazione mi diedero un abito per uno shooting. “Che?” scesi in Negozio e iniziò la preparazione.

Angela (la proprietaria) insieme agli altri responsabili mi guardarono, mi studiarono per qualche minuto (non potete capire il mio imbarazzo, lì immobile) e scelsero un vestito che si mi si adattasse.

E non potevo credere ai miei occhi. Il primo outfit che mi proposero era un abito lungo da cerimonia color turchese, con uno scollo a V e una morbida fascia in tessuto che cingeva i fianchi, con una collana color argento di perle spesse.

Mi acconciarono i capelli, raccongliendoli in un piccolo chignon morbido alla base della nuca,  infine mi diedero un paio di scarpe blu con tacco medio da abbinare al vestito. Li lasciai fare senza ostacolarli, ma mi chiedevo “che stanno facendo? Che combinano con i miei capelli?

Quando finirono, finalmente ebbi il coraggio di guardarmi allo specchio. Non riuscivo a credere ai miei occhi! Non sembravo nemmeno io! In quell’istante mi sono sentita davvero una principessa delle favole. Vedermi nello specchio, con quel vestito… ero un’altra me, non potevo essere io.

La taglia corrispondeva esattamente alle mie misure, il colore si intonava alla mia carnagione…

Lì, in quel momento ho realizzato un’idea che mi ha accompagnato durante tutto il percorso e che tutt’ora vorrei portare avanti: l’abito giusto, il vestito giusto, è quello che fa stare bene, ti rende sicuro.

Vidi in quel momento la donna che avevo sempre cercato di nascondere.

Abito lungo turchese per cerimonia

Tornai a casa con un’idea diversa, di me stessa ma anche dell’immagine che volevo dare. Iniziai ad avere paura… paura di non aver superato il casting. Non so cosa mi fosse successo, ma cominciai piano piano (segretamente) a nutrire la speranza di passare il turno. Il ruolo definitivo – diventare la nuova fashion blogger di “Sportivo, Emozioni, Sensazioni” era ancora una vetta così lontana, qualcosa di così irraggiungibile. La guardavo dal basso della mia inesperienza come colui che si accinge a scalare l’Everest. La preparazione, la voglia, la determinazione c’erano tutte. Ma la sicurezza, Si, quella mi mancava. Fin’ ora avevo sempre puntato su altro, avevo totalmente altre idee per la mia vita.

Ma di una sola cosa ero sicura: vivere, vivere al meglio senza negarmi nessuna esperienza che avrebbe potuto farmi crescere.

Poi, mi dissero che avevo superato i casting e che ero stata scelta tra le 40 ragazze che avrebbero iniziato questo percorso, fino al tour.

Non potete capire che emozione! Ricordo che iniziai a saltellare per la stanza, provocando lo sguardo sconcertato della mia coinquilina che temeva fossi davvero impazzita.

 

 

PRIMO WORKSHOP ∼

Dopo il casting iniziale, il primo incontro sarebbe stato per lo shooting. Arrivai in anticipo tanta la mia ansia (e si, quando sono nervosa tendo a muovermi di continuo e spesso ad uscire di casa prima del previsto). Appena arrivata, subito trovai qualcuno pronto a truccarmi ed accorciarmi. Allora era una cosa seria!Trucco per shooting

Vedendo truccatori, parrucchieri, il fotografo e la tv cominciai a ricredermi sui dubbi iniziali.

La preparazione fu lenta ma accurata, ma il risultato fu bellissimo. E il meglio doveva ancora venire.

Questa volta il primo tema per lo shooting per la moda mare.

 

Collezione: Impronte Parah
Collezione: Impronte Parah

Scelsero per me un costume rosa cipria della collezione “Impronte Parah” con alcuni richiami di natura floreali di vari colori, dal turchese al nero, al viola. Il modello era molto elegante: lo slip aveva la chiusura a nodi, facile da regolare; la fascia era abbellita da alcuni punti luce al centro, da indossare con o senza le bretelle laterali.

Il bikini si abbinava perfettamente a delle “open toe” turchesi  “Menbur“che richiamavano gli inserti floreali (e mi ricordavano l’abito da fatina indossato per i casting).

Ma a dire la verità, il dettaglio che più mi ha colpito di questo outfit è stato il pareo, arrotolato su se stesso e poi legato come una sorta di fascia sotto la nuca, tra la frangetta e i boccoli.

Et voilà! Mi sono sentita catapulata negli anni sessanta, ancora una volta diversa dalla solita me. Sono riuscita a vedermi solo di sfuggita quindi immaginate la mia curiosità nel vedere finalmente le foto!

Tutto era stato scelto con cura: la taglia, il look, le scarpe. Niente era stato lasciato al caso e ho adorato il risultato finale. Ero così a mio agio in questa veste che per la prima volta non mi sono diventate le orecchie fucsia per l’imbarazzo davanti alla macchina fotografica! Da quel momento sono cambiati anche i miei gusti, a livello di abbigliamento. Fino ad allora, avevo sempre prediletto i colori scuri, in particolare il nero, ma vedermi addosso quella tempesta di colori…wow!

Outfit elegante per tempo liberoMa le sorprese non erano mica finite…eh no!.  Il secondo outfit era ancora più sofisticato! Il tema era: il tempo libero, per cui l’idea era di creare qualcosa di comodo, semplice ma allo stesso tempo elegante, o meglio, femminile.

Mantenendo la piega anni ‘60 e il trucco  bellissimo – quanto mi è dispiaciuto arrivare a casa e togliere via tutto- hanno cercato di mantenere la linea seguita. Come una specie di racconto. All’ora non ci feci molto caso, ma ora a mente fredda e riguardando le foto sembra che tutti i capi indossati dovessero raccontare una storia. Tutti sembravano frutto di una scelta studiata, mirata, pensata in vista di una prospettiva futura. Solo che io allora ero cieca. Non riuscivo a coglierne il senso. Per me erano solo capi che indossavo come un manichino, inconsapevole. Ora invece mi viene da dire “Siete Geniali”.

Fino a quel momento non avevo ben chiaro come i vestiti, il trucco, il modo in cui ci presentiamo, ci permette di raccontare noi stessi, di trasmettere un’idea, un’emozione, una storia. Da qui nasce l’idea che mi ha accompagnato durante tutto #SICILIESCION fino a qui.

Infatti, il look che avevano scelto per me era ancora caratterizzato dai fiori: Pantaloni “Guess” con un motivo di base blu notte e bianco e ampi disegni floreali di vario colore, soprattutto giallo, viola e verde. Ancora una volta i fiori e i colori regnavano. Due volte geni, perché ancora non avevo intuito che tra le tendenze estive di quest’anno ci fossero i fiori.

I pantaloni cadevano morbidi poco sotto la caviglia e davano un’aria molto elegante. Ai piedi ancora delle “Menbur” ma di colore blu elettrico, con un tacco non eccessivamente alto, sui 5 cm, molto pratiche…ma soprattutto comodissime! Io infatti adoro i tacchi e quando posso cerco sempre di indossarli per slanciare la figura (si, non sono proprio un gigante), ma proprio non riesco a sopportare il fastidio (quasi una piccola tortura) che spesso portano con sé. Sono sempre alla ricerca di scarpe comode, adatte per queste occasioni, dove magari mi tocca muovermi: una passeggiata, un giro con le amiche.  Quindi, che grande sorpresa (diremmo una gioia!) nell’averle finalmente trovate!

Il look fu completato con una blusa “Lotocao” viola (quasi color melanzana) che riprendeva i motivi floreali sui pantaloni e infine un giubbino “Geospirit” in ton con le scarpe. La caratteristica che mi ha colpito di più è stata la presenza degli elastici all’altezza della vita, che permetteva di modellare il capo alle forme del corpo, dando un’aria molto femminile. Il tocco di eleganza, invece, veniva dato da piccoli inserti in pizzo che sbucavano fuori dalle maniche e dalla parte bassa del giubbino. Questo dettaglio mi ha fatto letteralmente impazzire! Mi piace tantissimo l tessuto in pizzo. Anzi, devo proprio dire che esco di matto! Lo trovo molto fine e delicato ed è in grado di dare ai capi un’aria molto particolare, direi unica.

Ancora una volta, mi stupirono. Le forme, i colori, tutto sembrava essere uscito da un altro mondo. Non smettevo di chiedermi “ma sono davvero io? E’ impossibile!” E  invece si. Ero proprio io. Questa è la magia della moda. Non significa trasformare se stessi, solo fare uscire il lato migliore di te, dare valore a ciò che hai sottovalutato. “Sportivo, Emozioni, Sensazioni” lo ha fatto con me, è riuscito a fare qualcosa che io non avrei mai fatto, o non sarei riuscita a fare da sola.  Ma soprattutto, è stato in grado di farmi vivere un’esperienza che sono sicura mi segnerà a vita, e che contribuirà a rendermi ancora più forte. Perchè alla fine non si è trattato solo di cambi d’abito. No. Questo lo sanno fare tutti. Per me, si è trattato di imparare a di guardarsi allo specchio e vedersi per quello che si è , di piacersi, di stare bene con sé stessi, di amarsi nonostante i propri difetti. E se un abito  ti permette di farti provare questo, vuol dire allora che è quello giusto.

PRIMO WORKSHOP ∼ TRA FORMAZIONE E AGGREGAZIONE

Un momento di formazione fondamentale è stato durante il Workshop che si è tenuto al “Bingo Family” a maggio. Formazione perchè grazie ad ospiti importanti e preparati quali Rosario Salanitri e Susanna Mineo, abbiamo (uso il plurale perchè intendo includere tutte le concorrenti) avuto l’opportunità di apprendere alcuni “trucchi del mestiere” . In particolare ci fu spiegato l’uso corretto dei social, come muoverci all’interno del percorso SICILIESCION, le regole da rispettare duranti i vari steps e le sfide da affrontare; ci insegnarono come gestire l’ansia, attraverso piccole dimostrazioni pratiche (quanto furono utili!). In realtà oltre che un momento di formazione, per me è stato anche un momento di incontro. Infatti, questa era stata la prima vera e propria occasione in cui noi ragazze ci eravamo “incontrate”, la prima occasione in cui avevamo potuto parlare a tu per tu, di raccontarci e scoprirci anche al di là della competizione.

È venuto fuori un lato “umano” del concorso, quello che spesso le telecamere non raccontano. Un mondo fatto di abitudini simili,ma anche di  storie personali molto diverse, sogni e speranze. Tutte noi avevamo un quid che ci univa: la passione per la moda. Quella cosa che ci ha portato ad essere là. Ho avuto la possibilità di conoscere molte belle persone, con cui personalmente mi sono trovata davvero bene e che mi hanno accompagnato durante le varie tappe.  Allegre, solari, disponibili. Niente a che vedere con l’idea che mi ero fatta io. La cosa più bella di SICILIESCION, secondo me, è stata anche questa. Averci permesso di entrare in contatto, di conoscerci, di socializzare. Una chiara dimostrazione che – nell’era dei social – niente potrà sostituire i rapporti umani.

 

EMOZIONI…DA SFILATA! ∼

Un’altro momento di incontro è stato per la sfilata all’Art Hotel di Capomulini. Quella è stata una giornata da sogno! Ok, non è una esagerazione, ora vi racconto perchè. Il programma di quel giorno prevedeva una fase di preparazione trucco a cura dell’ < Accademia grandi maestri del Make Up > –  un momento di formazione – e la sfilata con la collezione beachwear .- e nel mezzo un momento di break con un aperitivo a bordo piscina.

Ancora una volta la fase di formazione fu quella più intensa ed emozionante. Intervennero diversi guests che ci raccontarono la loro esperienza e ci fornirono alcuni consigli utili: Emanuele Emili come formatore, la bellissima Vanessa Parisi e la prima vincitrice Claudia Salvini!. La loro esperienza mi è stata davvero illuminante: sono persone di grande successo ma che hanno mantenuto una cosa fondamentale, l’umiltà. Ricordo in particolare la gentilezza di Claudia quando le ho chiesto (timidamente) se potevamo scattare una foto assieme e quando si è intrattenuta con noi ragazze a parlare del più e del meno.

Sono stati momento davvero belli perchè in quel momento mi era stata data una grandissima possibilità, cioè quella di relazionarmi con persone esperte nel settore. Avevo mille domande da fare, volevo sapere tutto, anche le curiosità più banali. Volevo trarre il meglio da quella chance. Ricordo che ascoltavo con gli occhi a cuoricino la storia di Vanessa, che riesce a conciliare mille aspetti della sua vita dimostrandosi una grande donna. Ecco io volevo diventare come loro. Volevo fare qualcosa che amavo.

Fantasia floreale ed eleganza assicurata
Fantasia floreale ed eleganza assicurata

Dopo la formazione venne il momento tanto atteso e tanto temuto, la sfilata! Per questa occasione mi fecero indossare un abito lungo (sì, ormai mi accompagneranno sempre e io cominciai ad apprezzarli davvero) di “Sfizio” . Il modello era molto semplice: uno scollo a V e una piccola fascia in vita che esaltava le forme, per poi “cadere” morbido formando piccole pieghe. Quando lo provai, vidi che mi stava a pennello. Taglia, misure, tutto di nuovo perfettamente azzeccato.Ho adorato questo vestito, la sensazione di comodità e di eleganza, la sensazione della stoffa morbida sulla pelle mentre camminavo. Le pieghe sulla gonna creavano movimento ad ogni passo e si adattavano ai movimenti. Non era per niente eccessivo ma estremamente femminile.

La vera bellezza di questo – secondo me – vestito erano i colori: sull’arancione scuro (quasi color aragosta) della base, si stagliavano inserti floreali e righe di color azzurro, blu scuro, rosso, giallo, verde acqua, bianco, viola. Li conteneva tutti. D’altronde maggio era il tempo della luce, della Primavera, di fiori e questo abito sembrava voler essere esso stesso una primavera. Niente poteva essere più appropriato, alla stagione e  alle tendenze.

 

 

Copricostume moda mareIl secondo look era ancora più particolare. Avevo indossato costume e pareo “Maryan Mehlhorn”. Il costume era un semplicissimo bikini super colorato. Il vero tocco di classe era invece il pareo-abito mare. Semitrasparente, largo, a fantasia. Lungo fino alle caviglie e con uno scollo ovale al collo. L’ho abbinato con un cappellino viola scuro che riprendeva alcuni tratti della fantasia. E io l’ho semplicemente amato…anzi è stato la mia salvezza. Infatti non avevo mai sfilato. E farlo in costume davanti ad un pubblico mi ha completamente mandato nel panico. L’abito mare si è rivelata una soluzione stupenda, perchè mi ha permesso di essere più sicura, di affrontare quel breve percorso senza imbarazzo. Ebbene sì, “Sportivo, Emozioni, Sensazioni” ha saputo cogliere appieno la mia difficoltà, aiutandomi a superarla con grande stile. Secondo me questo dovrebbe essere uno dei sensi della moda: permetterti di sentirti sicuro in qualsiasi situazione, di camminare a testa alta senza vergogna, fieri di quello che si indossa, ma soprattutto di sé stessi.  Non potrò mai dimenticare le gambe che tremolavano sopra i tacchi, i battiti del cuore che risuonavano all’impazzata, la paura di cadere, gli incoraggiamenti di Rosario. Tutto questo mi ha regalato un’emozione mai provata, ma soprattutto un’esperienza che mai avevo vissuto prima.

 

 

FASHION TRIP TRA I PAESI DELLA NOSTRA SICILIA ∼

Bikini - moda mare

 

Il momento culmine di SICILIESCION è stato il tour: un vero e proprio fashion trip il cui scopo era quello di creare un effetto contrasto “tra la moda mare” e la montagna. Infatti, partendo da Giarre, sede nello store “Sportivo, Emozioni, Sensazioni” abbiamo attraversato alcuni centri alle pendici dell’Etna per arrivare poi a “Quota Mille”. Durante l’intera giornata ho indossato un costume nero,  con alcuni inserti a forma di corallo che lo impreziosivano, della collezione “Maryan Mehlhorn”.

Nero. Finalmente una specie di ritorno a casa. Ma la scelta ancora una volta non è stata dettata solo da questi personali: un colore scuro era quello che risaltava sulla mia carnagione chiarissima, dando risalto alle piccole particolarità del bikini.

La parola d’ordine era SEMPLICITA’.

La classica forma del bikini a coppe con le spalline e uno slip non eccessivamente sgambato, l’ideale per chi non ama esagerare.  E soprattutto per stare tutto il giorno in bikini, con tacchi e sorriso smagliante per il tour!

Questa è stata un’occasione fantastica per centinaia di motivi. In primis, è stata un’occasione di interazione, forse anche un pò di sfida. Infatti non è stato facile girare in bikini per i centri dei vari paesi che ci hanno ospitato, essere costantemente al centro dell’attenzione. E’ stata un’occasione per metterci alla prova anche sotto l’aspetto “artistico- professionale”: realizzare una foto e comportarci come  fashion blogger in vista del successivo contest, un modo per sfoggiare tutta la nostra creatività, la nostra determinazione e  personalità. Non solo autoproducendo la foto, ma soprattutto con le parole, attraverso la descrizione che avrebbe dovuto accompagnare il capo da noi indossato. E’ stata un’occasione di svago che ci ha permesso di passare delle bellissime ore in luoghi meravigliosi della sicilia che personalmente conoscevo. E’ stata l’occasione che poi ha dato concretamente vita ai giochi. Il contest online che mi ha vista arrivare in finale. Non voglio tediarvi raccontando l’ansia di quei giorni, condivisa principalmente con i miei amici. Anzi vorrei rigraziarli di nuovo, anche qui. Sono stati loro che per primi hanno creduto in me, mi hanno sostenuto e dato la grinta anche quando la perdevo. Mille di questi grazie, e forse sono pochi, per tutto il lavoro che avete fatto. Amici, sono la famiglia che ti scegli.

 

VITTORIA SUDATA, VITTORIA SOGNATA∼

Once upon a time. C’era una volta, una ragazza come le altre, e poi c’erano loro, le emozioni provate quando hanno letto il mio nome sul biglietto. Quando “Sportivo, Emozioni, Sensazioni” mi ha eletta come la sua fashion blogger per questo nuovo anno. Non riuscivo a crederci. In quel momento si era appena realizzato il mio sogno, quello per cui avevo lavorato per mesi, quello che non avevo mai rivelato a nessuno. Quel piccolo sogno del cassetto che spesso lasci là, senza mai aver il coraggio di realizzare. Tutto è stato così surreale, inaspettato.. Non il “C’era una volta” delle favole, ma la vita, hic et nunc.

Per sancire la premiazione eccomi già  rivestire i panni della fashion blogger!

Abitino florealePer questa occasione ho indossato un abito fucsia a fantasia floreale “Derhy”. Il modello era delicato, molto stile anni ‘60, stretto in vita con una gonna a pieghe, fino al ginocchio. Le decorazioni richiamavano i miei fiori preferiti: le rose. Era molto femminile e bon ton. Oltre all’emozione dovuta alla vittoria, mi sentivo una piccola diva dei tempi passati…

Ora tutto iniziava ad avere un senso. Ora finalmente vedevo il filo conduttore di quel percorso iniziato quasi tre mesi fa. E una costante determinante sono stati loro: i fiori. Giustamente non potevano mancare! Potrei dire che mi hanno portato fortuna!

 

 

 

Il secondo look era…principesco. Non scherzo, giuro. Ricordate il film disney “Anastasia?” ecco, l’abito che ho indossato mi ricordava molto quello della protagonista, nelle scene finali del cartoon.

Straordinario. Quando me lo  hanno proposto ho pensato…”è davvero per me? Se è un sogno non svegliatemi”. Raffinato, elegante, sensuale. Descriverlo è davvero difficile. Della collezione “Fashion new york” si caratterizzava per un tessuto particolare, con uno sfondo color panna e una fantasia blu. I dettagli delle forme e il modello gli conferivano un’aria quasi regale. La parte alta era formata da un corpetto che lasciava gran parte della schiena scoperta. Il modello a “sirena” aderiva perfettamente alle forme, dando un’aria estremamente femminile. Ok. ora sono pronta per Cannes o Parigi! Con quel vestito mozzafiato, mi sentivo davvero catapultata nel mondo delle favole, forse era il mio Oz personale, dove però non c’erano più le streghe cattive. Anzi, avevo raggiunto la  mia città di smeraldo: la vetta di #SICILIESCION e per un anno il guardaroba di “Sportivo, Emozioni, sensazioni”.

 

Completo adidasL’ultimo look della giornata era un completo sportivo interamente firmato “Adidas”. Eh si, perchè non dimentichiamoci che lo store, oltre ad avermi fatto provare sensazioni mai vissuti, ed avermi regalato emozioni uniche, ha anche un lato “sportswear” tutto dedicato gli amanti della palestra. Leggins grigi abbinati a scarpe color salmone e a una maglia a fantasia. Comodo ma intrigante. Ancora una volta, i colori fanno da sovrani e non ti permettono di passare inosservati. D’altronde, lo stile passa anche da qui, dalla sala attrezzi e dagli spogliatoi. Non è qualcosa che si può lasciare a casa o dimenticare di averlo, ma ci accompagna sempre, anche quando ci tocca sudare.

 

Questi sono i tre aspetti di “Sportivo, Emozioni, Sensazioni”. Tre aspetti che io personalmente ho provato nei mesi passati e vorrei riuscire a trasmettere. Forse mi sono dilungata più del dovuto, ma ricordo bene le parole di una persona che stimo moltissimo e che mi disse “bisogna raccontare”. Sono d’accordo. Durante questo viaggio ho imparato che spesso la bellezza non è tutto, a volte serve altro. Bisogna spendersi per un progetto, per gli altri. Bisogna emozionare e credetemi, chi sa farlo, ha già vinto tutto.

 


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